Un andamento "schizofrenico" quello del mercato delle costruzioni, che ha tradito le aspettative di miglioramento previste per il 2016. A dirlo l'Ance nel suo consueto rapporto congiunturale, nel quale si sottolinea, però, la dinamica positiva dell'immobiliare residenziale, uscito da una pesante crisi durata sette anni. Si sta inoltre assistendo a un aumento del potere di acquisto delle famiglie nei confronti delle abitazioni e a una diminuzione dello sforzo finanziario necessario per comprare o ristrutturare casa.

Continua la ripresa del mercato immobiliare residenziale

In un panorama tutt'altro che roseo per il mercato delle costruzioni, una nota a parte è costituita dal mercato residenziale, attraversato da una dinamica positiva. Il primo trimestre dell'anno ha confermato un aumento delle compravendite del 20,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e, secondo l'Ance, il 2016 si dovrebbe chiudere con circa 500mila abitazioni compravendute. Un ulteriore aumetno rispetto allo scorso anno, anche in virtù delle misure di sostegno al mercato residenziale previste dalla legge di Stabilità 2016.

L’aumento registrato nel primo trimestre di quest’anno (+20,6%) coinvolge sia i comuni capoluogo che i comuni non capoluogo ed è esteso a tutte le aree geografiche. Un ruolo particolarmente importante continua ad essere svolto dalle otto maggiori città italiane, che hanno iniziato a mostrare i primi segnali positivi già dalla seconda metà del 2013, anticipando la ripresa del mercato.

La ripresa del mercato immobiliare è certamente influenzata dallasensibile riduzione dei prezzi delle abitazioni: rispetto al picco del primo semestre 2008, alla fine del 2015 i valori di scambio delle abitazioni risultano ridotti del 22,2% in termini nominali, e del 29,1% in termini reali. La previsione per il 2016 è improntata a una stazionarietà dei prezzi delle abitazioni, mentre per il 2017 è previsto un aumento dell’1,6%.

La ripresa delle compravendite di abitazioni si verifica in contesto di mercato caratterizzato da un significativo aumento dei mutui erogati alle famiglie per l’acquisto di una casa, da una diminuzione dei prezzi delle abitazioni e da una riduzione dei tassi di interesse dei mutui.

Partendo da questi presupposti, e tenendo conto dell’evoluzione del reddito medio disponibile delle famiglie, si osserva che lo sforzo finanziario che una famiglia doveva sostenere per acquistare un’abitazione nuova o ristrutturata senza ricorrere ad un mutuo si èridotto da 9 annualità di reddito nel 2008 a 7,2 nel 2015. 

Anche nell’ipotesi che l’acquisto di un’abitazione avvenga in parte con l’accensione di un mutuo, risulta che, impegnando il 30% del reddito familiare, tra il 2008 e il 2015, la percentuale di mutuo sopportabile aumenta dal 38,6% del prezzo di acquisto di una casa nuova o ristrutturata al 60,8%.